Hai una caldaia, una stufa a pellet o un climatizzatore in casa? Allora il catasto impianti termici ti riguarda. Ecco come funziona.
Che cos'è il catasto impianti termici?
È una banca dati digitale in cui vengono registrati gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e quelli per la produzione di acqua calda sanitaria. Contiene i dati dell'impianto, le caratteristiche tecniche del generatore, i libretti, i rapporti di controllo di efficienza energetica, le manutenzioni e gli esiti delle ispezioni. irpiniambiente
Serve a tre cose: la sicurezza degli edifici, il contenimento dei consumi e la riduzione delle emissioni inquinanti.
Chi lo gestisce ad Avellino e provincia?
Il quadro normativo è questo:
- Il sistema nasce dal D.Lgs. 192/2005, dal DPR 74/2013 e dalla Legge Regionale Campania n. 39/2018.
- Il catasto è disciplinato anche dal Regolamento provinciale sul servizio di accertamento dei rapporti di controllo e sulle ispezioni. Il nuovo Regolamento provinciale è stato approvato con delibera del Consiglio provinciale n. 33 del 27 febbraio 2024 e affidato a Irpinia Ambiente.
- Per la legge regionale, le attività di controllo, accertamento e ispezione spettano ai Comuni con più di 40.000 abitanti. Per tutti gli altri Comuni, in Campania, competono alla Città Metropolitana di Napoli e alle Province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
In pratica, se vivi in un piccolo Comune irpino, l'ente di riferimento è la Provincia di Avellino. Il capoluogo ha invece un proprio servizio: il Comune di Avellino ha presentato un portale dedicato con le schede degli impianti censiti.
Il portale operativo è raggiungibile all'indirizzo avellino.catastounicoimpiantitermici.it. Prevede accessi per cittadini, pubblica amministrazione e ditte di manutenzione. catastounicoimpiantitermici
Quali impianti vanno registrati
Devono essere registrati gli impianti per il riscaldamento degli edifici, la climatizzazione estiva, la produzione centralizzata di acqua calda sanitaria, le pompe di calore e gli altri sistemi di climatizzazione previsti dalla normativa. Nel Regolamento provinciale compaiono, per la climatizzazione estiva, gli impianti di potenza utile nominale superiore a 12 kW.
Cosa deve fare il proprietario o l'occupante, il "responsabile dell'impianto"?
La legge chiama "responsabile dell'impianto" chi lo gestisce: il proprietario o l'inquilino che lo utilizza. In sintesi deve:
- Far fare la manutenzione nei tempi previsti dal costruttore e dalla normativa.
- Tenere aggiornato il libretto di impianto.
- Far eseguire il controllo di efficienza energetica (la cosiddetta "prova fumi") alle scadenze di legge.
- Versare il contributo previsto,il "Bollino", ove dovuto. Il Regolamento provinciale lo chiama Contributo Impianti Termici (CIT) ed è a carico del responsabile dell'impianto. Si versa alla Provincia per via telematica insieme alla trasmissione del rapporto.
- Affidarsi a un manutentore abilitato, che trasmette i dati al catasto. L'inserimento e l'aggiornamento dei dati sono infatti effettuati dai manutentori e dagli operatori abilitati.
Nuovo impianto? Il Regolamento prevede che venga accatastato entro 30 giorni dalla data di installazione. Se ne occupa di norma l'installatore: chiedi a lui conferma.
Ogni quanto si fa il controllo dei fumi?
La regola generale nazionale (DPR 74/2013) è questa:
- ogni 4 anni per le caldaie a gas autonome di piccola potenza (sotto i 35 kW);
- ogni 2 anni per gli altri casi, come impianti più grandi o combustibili diversi.
Non confondere questo controllo con la manutenzione ordinaria: quella segue le istruzioni del costruttore, di solito ogni anno. Per sapere la tua scadenza esatta, guarda il libretto di impianto o chiedi al tuo manutentore.
Come verificare la tua posizione
Come cittadino puoi registrarti sul portale con la tua email e consultare la situazione del tuo impianto. Il catasto è accessibile via web anche ai cittadini, che possono verificare lo stato del proprio impianto e le informazioni utili su impianti termici ed efficienza energetica. Quel testo è del manuale di un'altra Regione, ma il portale di Avellino offre la stessa possibilità. Il consiglio pratico è semplice: chiama un tecnico abilitato, fatti rilasciare il rapporto di controllo e chiedi conferma che sia stato caricato sul catasto.
Per ulteriori chiarimenti consultare le fonti ufficiali:
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